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Il realismo magico di Mario Giacomelli
Dal: 1 gennaio 2025al: 1 gennaio 2031
Il 2020 ha segnato il ventennale della scomparsa di Mario Giacomelli e il Comune di Senigallia, Città della Fotografia, continua a rendere omaggio anche nel 2021 a uno dei maestri internazionali della fotografia del Novecento, dedicando un’ala di Palazzo del Duca ad un’esposizione permanente delle sue opere donate negli anni ‘90 dall’artista stesso al Comune. Il 2020 ha segnato il ventennale della scomparsa di Mario Giacomelli e il Comune di Senigallia, Città della Fotografia, continua a rendere omaggio anche nel 2021 a uno dei maestri internazionali della fotografia del Novecento, dedicando un’ala del Palazzo del Duca ad un’esposizione permanente delle sue opere donate negli anni ‘90 dall’artista stesso al Comune. In una porzione riqualificata di Palazzo del Duca, che ospita da anni la programmazione espositiva della città di Senigallia, saranno fruibili circa 80 fotografie selezionate e allestite in collaborazione con gli archivi Giacomelli rappresentati dai due direttori Simone Giacomelli e Katiuscia Biondi. Non una mostra temporanea quindi, ma una vera e propria musealizzazione che vuole raccontare l’universo poetico ed artistico del grande fotografo senigalliese e renderlo fruibile in maniera permanente a cittadinanza e visitatori. Inoltre si vuole fornire una lettura innovativa dell’opera del maestro che viene proposta non in modo antologico, ossia per anni e per serie, ma ne ripercorre la poetica mettendone in luce temi e suggestioni. Il tratto saliente della personalità – privata e fotografica – di Mario Giacomelli è il forte radicamento alla sua terra, malvolentieri si spostava da essa, ma nonostante ciò riuscì sin da subito attraverso la sua arte a superare i confini geografici essendo il suo lavoro caratterizzato da un forte spirito di sperimentazione e da una vorace volontà di ricerca “Giacomelli parte dalla realtà non per documentarla con pretesa oggettività, ma per innalzare il particolare all’universale, per dirigere il tempo verso l’infinito circolare dell’eterno ritorno.” – scrive Katiuscia Biondi – “Usa la fotografia per immergersi nel mondo, e nelle proprie viscere, riconoscendo egli stesso trattarsi di una sorta di rito purificatorio. I singoli scatti sono fotogrammi insolubili di un unico racconto, quello della sua vita e del suo rapporto con il mondo, e ogni foto rimanda alle altre in un’unità stilistica simbolica e segnica che solo un maestro sa perseguire con tanta coerenza e potenza evocativa”. Si mosse poco da Senigallia, visitò Scanno, Lourdes, Loreto, la Puglia e la Calabria, ma fu dal paesaggio e dai personaggi della sua terra che attinse a piene mani: i seminaristi di “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, gli anziani dell’ospizio di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, la campagna con le persone che la abitano, gli amanti ispirati dall’antologia di Spoon River, i ritratti, tutto racconta di Senigallia e del suo territorio, dal mare all’entroterra. “Giacomelli parte dalla realtà non per documentarla con pretesa oggettività, ma per innalzare il particolare all’universale, per dirigere il tempo verso l’infinito circolare dell’eterno ritorno.” – continua Biondi – “Facendo suo l’insegnamento del maestro Cavalli, per una fotografia liberata dal puro documento ché non esiste un mondo al di là del nostro sguardo, Giacomelli porta questa visione all’eccesso, nel suo modo drammatico di far risuonare il reale”.
LORENZO CICCONI MASSI - SENIGALLIA, LUCE DELL’ADRIATICO
Dal: 3 aprile 2026al: 30 agosto 2026
Una lettura originale della città, che evita i contrasti drammatici per concentrarsi su una geometria essenziale e sulla luce che accompagna Senigallia dall’alba al tramonto. L’autore restituisce così una visione armoniosa, dove antico e moderno dialogano naturalmente: dal perimetro romano alle architetture medievali, dal porto alle infrastrutture contemporanee, fino alla Rotonda a Mare, vero baricentro simbolico del progetto. Gli scatti alternano panorami marini, vedute urbane e dettagli architettonici – Piazza del Duomo, Rocca Roveresca, Palazzo del Duca, Chiesa della Croce, Foro Annonario – riletti con una prospettiva che sorprende e rinnova ciò che spesso si crede di conoscere. Allo stesso tempo, la città non è mai deserta: la presenza umana è affidata a bambini e ragazzi colti nella loro spontaneità, sulla spiaggia o in campagna, in un rimando implicito ai temi cari a Giacomelli e a un’idea di infanzia luminosa e condivisa. Come sostiene Massimo Raffaeli nella propria introduzione al libro appena pubblicato dalla casa editrice emuse e curato dall’Associazione Senigallia Eventi, il lavoro di Cicconi Massi diventa così una vera guida sentimentale di Senigallia: sobria, rigorosa eppure intima, capace di raccontare una città che mantiene viva la propria identità fotografica e custodisce – nel suo paesaggio e nelle sue persone – una possibile idea di futuro. Lorenzo Cicconi Massi si inserisce nella lunga tradizione fotografica di Senigallia, una città che dagli anni Cinquanta ha visto emergere figure decisive come Giuseppe Cavalli, Mario Giacomelli e Ferruccio Ferroni, fondatori del Gruppo Misa. In particolare Giacomelli, che trasformò la sua tipografia di via Mastai in un luogo di incontro internazionale per fotografi e critici, lasciò un’eredità ancora viva. Cicconi Massi, incoraggiato da lui nei primi anni, ne rappresenta oggi uno dei continuatori più autentici. L’autore, tra i più apprezzati fotografi italiani, vincitore di premi come Canon Giovani Fotografi, World Press Photo e GRIN, ha esposto in sedi prestigiose quali Palazzo Reale di Milano, Palazzo Montecitorio, il Museo di Trastevere e il Grand Palais di Parigi. Parallelamente alla fotografia, ha lavorato anche come regista, debuttando con il film Prova a volare.