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Comune di Senigallia

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Il realismo magico di Mario Giacomelli

Dal: 1 gennaio 2025
al: 1 gennaio 2031

Il 2020 ha segnato il ventennale della scomparsa di Mario Giacomelli e il Comune di Senigallia, Città della Fotografia, continua a rendere omaggio anche nel 2021 a uno dei maestri internazionali della fotografia del Novecento, dedicando un’ala di Palazzo del Duca ad un’esposizione permanente delle sue opere donate negli anni ‘90 dall’artista stesso al Comune. Il 2020 ha segnato il ventennale della scomparsa di Mario Giacomelli e il Comune di Senigallia, Città della Fotografia, continua a rendere omaggio anche nel 2021 a uno dei maestri internazionali della fotografia del Novecento, dedicando un’ala del Palazzo del Duca ad un’esposizione permanente delle sue opere donate negli anni ‘90 dall’artista stesso al Comune. In una porzione riqualificata di Palazzo del Duca, che ospita da anni la programmazione espositiva della città di Senigallia, saranno fruibili circa 80 fotografie selezionate e allestite in collaborazione con gli archivi Giacomelli rappresentati dai due direttori Simone Giacomelli e Katiuscia Biondi. Non una mostra temporanea quindi, ma una vera e propria musealizzazione che vuole raccontare l’universo poetico ed artistico del grande fotografo senigalliese e renderlo fruibile in maniera permanente a cittadinanza e visitatori. Inoltre si vuole fornire una lettura innovativa dell’opera del maestro che viene proposta non in modo antologico, ossia per anni e per serie, ma ne ripercorre la poetica mettendone in luce temi e suggestioni. Il tratto saliente della personalità – privata e fotografica – di Mario Giacomelli è il forte radicamento alla sua terra, malvolentieri si spostava da essa, ma nonostante ciò riuscì sin da subito attraverso la sua arte a superare i confini geografici essendo il suo lavoro caratterizzato da un forte spirito di sperimentazione e da una vorace volontà di ricerca “Giacomelli parte dalla realtà non per documentarla con pretesa oggettività, ma per innalzare il particolare all’universale, per dirigere il tempo verso l’infinito circolare dell’eterno ritorno.” – scrive Katiuscia Biondi – “Usa la fotografia per immergersi nel mondo, e nelle proprie viscere, riconoscendo egli stesso trattarsi di una sorta di rito purificatorio. I singoli scatti sono fotogrammi insolubili di un unico racconto, quello della sua vita e del suo rapporto con il mondo, e ogni foto rimanda alle altre in un’unità stilistica simbolica e segnica che solo un maestro sa perseguire con tanta coerenza e potenza evocativa”. Si mosse poco da Senigallia, visitò Scanno, Lourdes, Loreto, la Puglia e la Calabria, ma fu dal paesaggio e dai personaggi della sua terra che attinse a piene mani: i seminaristi di “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, gli anziani dell’ospizio di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, la campagna con le persone che la abitano, gli amanti ispirati dall’antologia di Spoon River, i ritratti, tutto racconta di Senigallia e del suo territorio, dal mare all’entroterra. “Giacomelli parte dalla realtà non per documentarla con pretesa oggettività, ma per innalzare il particolare all’universale, per dirigere il tempo verso l’infinito circolare dell’eterno ritorno.” – continua Biondi – “Facendo suo l’insegnamento del maestro Cavalli, per una fotografia liberata dal puro documento ché non esiste un mondo al di là del nostro sguardo, Giacomelli porta questa visione all’eccesso, nel suo modo drammatico di far risuonare il reale”.

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Sanremo canta l’Italia

8 febbraio 2026

Non si tratta di un semplice concerto, ma di un viaggio emozionante attraverso la storia del costume e della melodia del nostro Paese, raccontato da una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, Marino Bartoletti. L’evento vedrà sul palco un ensemble di altissimo livello per far rivivere i brani iconici del Festival della Canzone Italiana: Narrazione: Marino Bartoletti, con la sua inconfondibile capacità di intrecciare aneddoti, storia e passione. Direzione e Arrangiamenti: Il Maestro Roberto Molinelli, celebre per la sua abilità nel fondere generi diversi con eleganza sinfonica. Voci: Il talento e l’energia di Vanessa Chiappa e Riccardo Foresi. Musica dal vivo: La prestigiosa Orchestra Sinfonietta Gigli di Recanati accompagnata dal Bettino Padovano Pop Ensemble. Lo spettacolo promette di trasformare il teatro in una piccola “Sanremo sull’Adriatico”, celebrando quelle canzoni che sono diventate il patrimonio genetico dell’Italia. Sarà una serata dove la nostalgia si mescola alla gioia del canto, supportata da arrangiamenti orchestrali raffinati e una narrazione d’eccezione.

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Senigallia tra mare e colline: alla scoperta delle frazioni

Tappa 1 – Centro Storico di Senigallia

L’itinerario alla scoperta delle colline e dei borghi che animano i dintorni di Senigallia prende avvio dal cuore della città, con un piccolo tour del centro storico. Si parte dalla Rotonda, percorrendo il lungomare fino a raggiungere l’imponente Foro Annonario, armoniosa struttura neoclassica in laterizio, progettata nel 1834 dall’architetto senigalliese Pietro Ghinelli. La piazza circolare ospita il mercato quotidiano di frutta e verdura e, sotto il porticato di 24 colonne doriche, numerose botteghe di enogastronomia locale. Il Foro Annonario è anche il palcoscenico di eventi culturali e ospita oggi la Biblioteca Antonelliana e l’Archivio Comunale, diventando cuore culturale della città.

Dopo aver esplorato il Foro Annonario, ci si dirige verso la vicina Piazza del Duca, dove svetta la maestosa Rocca Roveresca, fortezza rinascimentale a pianta quadrangolare con quattro torrioni cilindrici agli angoli. La sua attuale forma risale al 1476-1482, frutto dei lavori di Giovanni Della Rovere su progetto di Luciano Laurana e Baccio Pontelli, inglobando vestigia di fortificazioni precedenti.

Proseguendo, il percorso conduce a Piazza Saffi, da cui si imbocca Viale Matteotti fino alla storica Chiesa del Portone o Santa Maria della Neve. La chiesa, con tre navate visibili già dalla facciata, custodisce pitture dei sette sacramenti e un magnifico organo a canne Pincetti, ancora oggi utilizzato durante il Festival Organistico estivo.

Lasciato il centro storico, l’itinerario si sposta verso la costa, in direzione della frazione marittima di Marzocca.

 

Tappa 2 – Marzocca

Situata al confine con Montemarciano, Marzocca si estende lungo una spiaggia ghiaiosa con fondale sabbioso e dal 1996 vanta la Bandiera Blu. La storia del borgo è antica: sino al XIV secolo il mare lambiva l’area, mentre nei secoli successivi la pesca e la coltivazione del territorio hanno segnato l’economia locale.

Da visitare assolutamente la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, edificata nel 1979 su progetto moderno con pianta circolare e cupola ispirata al Pantheon, con affreschi del Centro Aletti raffiguranti la Passione di Cristo. Sul lungomare si trova anche la Madonnina del Pescatore, piccolo santuario in mattoni degli anni ’30, a ridosso della spiaggia. Poco distante, l’orto botanico di Moreno Cedroni, celebre chef stellato, aggiunge un tocco gastronomico e culturale alla frazione.

Dalla costa si risale verso le prime colline, dirigendosi a Montignano.

 

Tappa 3 – Montignano

Montignano, frazione collinare di Senigallia, conserva un borgo medievale che racconta secoli di storia. Al centro del paese si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, di origine medievale, ricostruita dopo il terremoto del 1930 e consacrata nel 1933. La chiesa presenta una pianta a croce latina con tre navate, pilastri a fasci di colonne corinzie e copertura a cassettoni; l’abside ospita tre monofore istoriate, mentre l’interno custodisce il prezioso organo Callido del 1770. Le feste patronali, in particolare quella di San Giovanni Battista il 28 giugno, animano il borgo con processioni, concerti e momenti di incontro della comunità locale.

Fuori dal centro, poco oltre il cimitero, si trova la Torre Albani, costruita alla fine del Quattrocento dai Della Rovere come presidio di avvistamento e difesa. La torre, posta in posizione panoramica, permetteva di comunicare visivamente con Senigallia, Montemarciano e altre torri della zona, segnalando pericoli e incursioni via mare. Restaurata nel corso dei secoli, conserva lo stemma della famiglia Albani e rappresenta un simbolo storico della strategia militare e della memoria del territorio. Dalla sommità della collina, la vista si estende sulle colline circostanti e sul litorale adriatico, offrendo scorci ideali per gli amanti della fotografia e della natura.

Montignano è anche un punto di partenza per esplorare le colline circostanti e degustare prodotti tipici locali, come vino, olio e formaggi, espressione della tradizione agricola del territorio. Lasciato il borgo, il percorso continua verso la frazione di Castellaro, immergendosi nelle colline senigalliesi e nelle eccellenze enogastronomiche locali.

 

Tappa 4 – Castellaro

Castellaro è tappa obbligata per gli amanti del vino. La Cantina Giusti, immersa nelle colline, produce vini biologici come il celebre Lacrima, espressione del territorio marchigiano, portando avanti una tradizione familiare dal 1930. Dopo la sosta enologica, il cammino attraversa le colline passando per il piccolo borgo di Grottino fino a giungere a Filetto.

 

Tappa 5 – Filetto

Località antichissima, abitata fin dal Neolitico, Filetto ospita la Chiesa di Santa Maria del Filetto, legata ai Cavalieri Gerosolimitani e ricca di cabrei storici. Il borgo è stato anche sede di insediamenti romani e bizantini, che hanno lasciato tracce nel territorio.

Proseguendo, si attraversa la frazione di Bettolelle, dove è possibile una sosta alla Cantina Mezzanotte, famosa per i suoi vini autoctoni come Verdicchio e Lacrima di Morro d’Alba.

Da qui, l’itinerario si dirige verso Sant’Angelo.

Durante questo tratto, i colli circostanti offrono punti panoramici in cui si possono riconoscere le composizioni care a Giacomelli: filari, campi e colline che sembrano sospesi nel tempo.

Tappa 6 – Sant’Angelo

Sant’Angelo è una frazione collinare che offre panorami mozzafiato sulla costa e sulla campagna circostante, immortalati anche nelle celebri opere del fotografo Giacomelli. Il borgo conserva ancora oggi l’atmosfera dei nuclei rurali antichi, con vicoli stretti e case in pietra che raccontano secoli di storia locale. La Chiesa di Sant’Angelo, risalente all’XI secolo, custodisce le tradizioni religiose della comunità, mentre il piccolo forno del borgo rappresenta un luogo di incontro quotidiano, dove il profumo del pane fresco e dei dolci accompagna la vita dei residenti e richiama visitatori desiderosi di assaporare le ricette tradizionali.

Dalla collina di Sant’Angelo, il percorso scende lentamente verso la frazione successiva, Le Grazie.

Anche in questo tratto di strada si trovano due punti d’interesse per gli amanti della fotografia di Giacomelli.

Tappa 7 – Le Grazie

Il complesso di Santa Maria delle Grazie, comprendente chiesa e convento, fu progettato dall’architetto Baccio Pontelli nel 1491 per volere di Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia. Nel corso dei secoli, il complesso ha svolto una funzione spirituale, educativa e culturale nel territorio, ospitando i frati minori e divenendo un punto di riferimento per la comunità. Dopo un lungo e accurato restauro, la chiesa è stata riaperta nel 2024, ritornando a essere centro di culto, sede di eventi culturali e appuntamenti comunitari.

Oltre agli spazi religiosi, il complesso ospita il Museo della Mezzadria “Sergio Anselmi”, che racconta la vita contadina e le tradizioni agricole locali, illustrando la storia della mezzadria e delle famiglie contadine che hanno vissuto e lavorato nella regione per secoli. Il museo offre una prospettiva unica sul legame tra uomo, terra e cultura materiale, rendendo Le Grazie una tappa fondamentale per comprendere la storia della campagna senigalliese.

Lasciato Le Grazie, l’itinerario si dirige verso l’entroterra, alla frazione di Roncitelli, continuando il viaggio tra colline, storia e tradizioni locali.

 

Tappa 8 – Roncitelli

Roncitelli, documentata fin dall’anno 1000, conserva il Castello di Roncitelli, costruito tra XIII e XIV secolo e legato alla famiglia Mastai, tra cui Papa Pio IX. La frazione offre anche la Chiesa di Santa Liberata, semplice e affascinante, con campanile a cuspide in muratura. L’Associazione Chiave di Cicchino raccoglie e valorizza la storia del borgo degli ultimi cento anni.

Proseguendo verso il mare, l’itinerario raggiunge Scapezzano.

 

Tappa 9 – Scapezzano

Dalla collina di Roncitelli, l’itinerario si dirige verso la frazione di Scapezzano, un antico borgo murato che domina il verde della campagna senigalliese. Posto su un’altura, il paese offre panorami spettacolari sulla costa adriatica e sulle colline circostanti, un tempo fondamentali per il controllo del territorio e oggi perfetti per gli amanti della fotografia e del paesaggio. La vista spazia fino ai monti Catria, Nerone, San Vicino e, nelle giornate limpide, si scorge il Vettore, regalando un colpo d’occhio unico sul panorama marchigiano.

Il borgo conserva ancora parte della cinta muraria medievale, con il suggestivo Torrione e la Torre dell’Orologio, testimoni della storia difensiva e strategica di Scapezzano. Il centro, raccolto e pittoresco, è caratterizzato da stradine acciottolate e case in pietra, che richiamano le antiche origini del villaggio. Al centro si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, un elegante edificio settecentesco a navata unica, le cui pareti custodiscono importanti opere d’arte religiosa.

Scapezzano è anche protagonista della rievocazione storica dell’Assedio di Scapezzano, che celebra la resistenza del borgo nel 1480 contro le pressioni del Duca Giovanni della Rovere, signore di Senigallia. Questa manifestazione annuale unisce storia, tradizione e folklore, coinvolgendo la comunità locale e i visitatori in un viaggio immersivo nel passato.

Nei dintorni del borgo, è possibile fare soste enogastronomiche di grande interesse: la Cantina e Frantoio Mazzola offre degustazioni di vini locali e olio extravergine d’oliva, frutto della tradizione agricola e del rispetto del territorio. Qui si può scoprire la connessione profonda tra storia, terra e cultura enogastronomica, vivendo un’esperienza autentica della vita rurale marchigiana.

Dopo aver ammirato i panorami, le stradine medievali e le eccellenze del territorio, il percorso prosegue verso la frazione di Cesanella, ultima tappa del nostro itinerario, risalendo dolcemente verso il mare.

 

Tappa 10 – Cesanella

Cesanella ospita la moderna Chiesa di San Giuseppe Lavoratore, caratterizzata da un’ampia struttura circolare in cemento a vista e grandi vetrate che illuminano l’interno. L’edificio accoglie i fedeli in uno spazio raccolto e luminoso, con il Battistero e il quadro della Madonna del Rosario come punti focali della comunità.

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Itinerario alla scoperta del Porto di Senigallia e dei suoi operatori

Il tour prende avvio dal Porto della Rovere, autentico cuore pulsante del mare di Senigallia. Collegamento naturale tra la città e l’Adriatico, il porto si raggiunge con una piacevole passeggiata che parte da Corso Matteotti e prosegue lungo Corso II Giugno, costeggiando il fiume Misa fino a giungere alla nuova punta del Molo di Ponente.

Riqualificato e inaugurato nel 2009, offre una vista spettacolare che spazia dal Monte Conero a sud fino al Monte San Bartolo a nord, regalando ai visitatori il fascino di un mare sconfinato e del cielo all’orizzonte. Fin dalle prime luci dell’alba, il porto si anima con il transito dei pescherecci e il mercato del pesce, ospitato in una moderna struttura sulla banchina Nino Bixio, mentre nella stagione estiva l’attività turistica aumenta grazie al porto turistico, dotato di servizi completi per l’ormeggio e la manutenzione delle imbarcazioni.

Club Nautico Senigallia e Lega Navale Italiana

Al porto turistico di Senigallia, gli appassionati di vela trovano due storiche istituzioni cittadine. Il Club Nautico Senigallia, fondato nel 1952, è oggi una vera icona della tradizione marinara, con una scuola di vela che forma generazioni di giovani e adulti. La terrazza panoramica e le sale conviviali rendono la sede un luogo di incontri, regate e momenti di socialità. Accanto, la Lega Navale Italiana – Sezione di Senigallia promuove sport nautici e cultura del mare, attraverso corsi di vela, attività didattiche per le scuole, iniziative di tutela ambientale e momenti di incontro per famiglie e appassionati.

Home Spot Senigallia

Lungo la banchina di Ponente, i visitatori incontrano Home Spot, un innovativo percorso di fitness all’aperto ideato da Job Life Balance e patrocinato dal Comune di Senigallia. Il percorso si estende per 3,7 km dal porto al lungomare di Levante e sfrutta le attrezzature sportive già presenti sul territorio, permettendo esercizi guidati tramite QR code e app dedicate. Grazie alle postazioni digitali, ogni utente può allenarsi, monitorare i propri progressi e seguire tutorial aggiornati dai professionisti JLB. Home Spot non è solo palestra all’aperto: è un’esperienza multisensoriale che valorizza il paesaggio, il mare e l’arredo urbano, rendendo l’attività fisica accessibile a tutte le età e perfettamente integrata nella scoperta del porto e del lungomare di Senigallia.

Corto Maltese

Proseguendo verso sud lungo la banchina di Levante, i visitatori incontrano Corto Maltese, progetto urbano che trasforma i blocchi frangiflutti in un percorso a colori. L’installazione, composta da cento pannelli illustrati con le storiche vignette tratte da Corte sconta detta arcana, offre una lettura piacevole e immersiva lungo la foce del Misa, rendendo la passeggiata un’esperienza culturale e visiva unica.

La Penelope

All’estremità del molo di Levante, svetta La Penelope, scultura dell’artista Gianni Guerra, simbolo dell’amore paziente e del romanticismo senigalliese. La statua richiama le coppie che qui suggellano il loro amore con lucchetti, rendendo il luogo un vero punto di riferimento emotivo e culturale della città.

Ristorante Uliassi

Proseguendo lungo il porto, i visitatori arrivano davanti al Ristorante Uliassi, simbolo dell’eccellenza gastronomica senigalliese. In questa tappa ci si immerge nel racconto della cucina locale grazie all’intervista a Mauro Uliassi, disponibile all’interno del virtual tour. Lo chef stellato condivide storie, tradizioni e segreti dei piatti tipici della città. È un’occasione unica per comprendere il rapporto tra territorio e gastronomia, vivendo la cultura del gusto direttamente dalla voce di uno dei protagonisti più autorevoli della cucina italiana.

Rotonda a Mare

Proseguendo lungo il lungomare verso sud, si arriva alla Rotonda a Mare, struttura iconica della città con una storia che risale al XIX secolo. La piattaforma, ristrutturata negli anni ’30 in stile razionalista, divenne simbolo della mondanità degli anni ’50 e ’60. Oggi ospita mostre, eventi e convegni, offrendo uno spazio privilegiato sul mare e un simbolo della vitalità senigalliese.

Moreno Cedroni

A questo punto ascoltiamo una spiegazione sul pesce dell’adriatico fatta dallo chef stellato Moreno Cedroni

Moreno Cedroni, protagonista di una video-spiegazione inclusa nel virtual tour. In questo intervento, lo chef illustra le caratteristiche del pesce dell’Adriatico, raccontando come viene trattato e trasformato in piatti che rispettano la tradizione locale pur con un approccio creativo e innovativo. La tappa permette di approfondire la cultura gastronomica della città, comprendendo il legame tra mare, territorio e cucina, e offrendo un’esperienza didattica e sensoriale anche senza fermarsi a pranzo o cena.

Degustazioni e cucina locale

A conclusione del percorso, i visitatori possono fermarsi lungo il lungomare per gustare la cucina locale in ristoranti selezionati, accompagnati dalle spiegazioni degli chef stellati sulla qualità del pesce dell’Adriatico e sulle tradizioni gastronomiche della città. Il tour unisce arte, sport, cultura, benessere e gusto, offrendo un’esperienza completa e immersiva nel cuore del porto di Senigallia.

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Senigallia tra mare e colline: alla scoperta delle frazioni

Tappa 1 – Centro Storico di Senigallia

L’itinerario alla scoperta delle colline e dei borghi che animano i dintorni di Senigallia prende avvio dal cuore della città, con un piccolo tour del centro storico. Si parte dalla Rotonda, percorrendo il lungomare fino a raggiungere l’imponente Foro Annonario, armoniosa struttura neoclassica in laterizio, progettata nel 1834 dall’architetto senigalliese Pietro Ghinelli. La piazza circolare ospita il mercato quotidiano di frutta e verdura e, sotto il porticato di 24 colonne doriche, numerose botteghe di enogastronomia locale. Il Foro Annonario è anche il palcoscenico di eventi culturali e ospita oggi la Biblioteca Antonelliana e l’Archivio Comunale, diventando cuore culturale della città.

Dopo aver esplorato il Foro Annonario, ci si dirige verso la vicina Piazza del Duca, dove svetta la maestosa Rocca Roveresca, fortezza rinascimentale a pianta quadrangolare con quattro torrioni cilindrici agli angoli. La sua attuale forma risale al 1476-1482, frutto dei lavori di Giovanni Della Rovere su progetto di Luciano Laurana e Baccio Pontelli, inglobando vestigia di fortificazioni precedenti.

Proseguendo, il percorso conduce a Piazza Saffi, da cui si imbocca Viale Matteotti fino alla storica Chiesa del Portone o Santa Maria della Neve. La chiesa, con tre navate visibili già dalla facciata, custodisce pitture dei sette sacramenti e un magnifico organo a canne Pincetti, ancora oggi utilizzato durante il Festival Organistico estivo.

Lasciato il centro storico, l’itinerario si sposta verso la costa, in direzione della frazione marittima di Marzocca.

 

Tappa 2 – Marzocca

Situata al confine con Montemarciano, Marzocca si estende lungo una spiaggia ghiaiosa con fondale sabbioso e dal 1996 vanta la Bandiera Blu. La storia del borgo è antica: sino al XIV secolo il mare lambiva l’area, mentre nei secoli successivi la pesca e la coltivazione del territorio hanno segnato l’economia locale.

Da visitare assolutamente la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, edificata nel 1979 su progetto moderno con pianta circolare e cupola ispirata al Pantheon, con affreschi del Centro Aletti raffiguranti la Passione di Cristo. Sul lungomare si trova anche la Madonnina del Pescatore, piccolo santuario in mattoni degli anni ’30, a ridosso della spiaggia. Poco distante, l’orto botanico di Moreno Cedroni, celebre chef stellato, aggiunge un tocco gastronomico e culturale alla frazione.

Dalla costa si risale verso le prime colline, dirigendosi a Montignano.

 

Tappa 3 – Montignano

Montignano, frazione collinare di Senigallia, conserva un borgo medievale che racconta secoli di storia. Al centro del paese si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, di origine medievale, ricostruita dopo il terremoto del 1930 e consacrata nel 1933. La chiesa presenta una pianta a croce latina con tre navate, pilastri a fasci di colonne corinzie e copertura a cassettoni; l’abside ospita tre monofore istoriate, mentre l’interno custodisce il prezioso organo Callido del 1770. Le feste patronali, in particolare quella di San Giovanni Battista il 28 giugno, animano il borgo con processioni, concerti e momenti di incontro della comunità locale.

Fuori dal centro, poco oltre il cimitero, si trova la Torre Albani, costruita alla fine del Quattrocento dai Della Rovere come presidio di avvistamento e difesa. La torre, posta in posizione panoramica, permetteva di comunicare visivamente con Senigallia, Montemarciano e altre torri della zona, segnalando pericoli e incursioni via mare. Restaurata nel corso dei secoli, conserva lo stemma della famiglia Albani e rappresenta un simbolo storico della strategia militare e della memoria del territorio. Dalla sommità della collina, la vista si estende sulle colline circostanti e sul litorale adriatico, offrendo scorci ideali per gli amanti della fotografia e della natura.

Montignano è anche un punto di partenza per esplorare le colline circostanti e degustare prodotti tipici locali, come vino, olio e formaggi, espressione della tradizione agricola del territorio. Lasciato il borgo, il percorso continua verso la frazione di Castellaro, immergendosi nelle colline senigalliesi e nelle eccellenze enogastronomiche locali.

 

Tappa 4 – Castellaro

Castellaro è tappa obbligata per gli amanti del vino. La Cantina Giusti, immersa nelle colline, produce vini biologici come il celebre Lacrima, espressione del territorio marchigiano, portando avanti una tradizione familiare dal 1930. Dopo la sosta enologica, il cammino attraversa le colline passando per il piccolo borgo di Grottino fino a giungere a Filetto.

 

Tappa 5 – Filetto

Località antichissima, abitata fin dal Neolitico, Filetto ospita la Chiesa di Santa Maria del Filetto, legata ai Cavalieri Gerosolimitani e ricca di cabrei storici. Il borgo è stato anche sede di insediamenti romani e bizantini, che hanno lasciato tracce nel territorio.

Proseguendo, si attraversa la frazione di Bettolelle, dove è possibile una sosta alla Cantina Mezzanotte, famosa per i suoi vini autoctoni come Verdicchio e Lacrima di Morro d’Alba.

Da qui, l’itinerario si dirige verso Sant’Angelo.

Durante questo tratto, i colli circostanti offrono punti panoramici in cui si possono riconoscere le composizioni care a Giacomelli: filari, campi e colline che sembrano sospesi nel tempo.

Tappa 6 – Sant’Angelo

Sant’Angelo è una frazione collinare che offre panorami mozzafiato sulla costa e sulla campagna circostante, immortalati anche nelle celebri opere del fotografo Giacomelli. Il borgo conserva ancora oggi l’atmosfera dei nuclei rurali antichi, con vicoli stretti e case in pietra che raccontano secoli di storia locale. La Chiesa di Sant’Angelo, risalente all’XI secolo, custodisce le tradizioni religiose della comunità, mentre il piccolo forno del borgo rappresenta un luogo di incontro quotidiano, dove il profumo del pane fresco e dei dolci accompagna la vita dei residenti e richiama visitatori desiderosi di assaporare le ricette tradizionali.

Dalla collina di Sant’Angelo, il percorso scende lentamente verso la frazione successiva, Le Grazie.

Anche in questo tratto di strada si trovano due punti d’interesse per gli amanti della fotografia di Giacomelli.

Tappa 7 – Le Grazie

Il complesso di Santa Maria delle Grazie, comprendente chiesa e convento, fu progettato dall’architetto Baccio Pontelli nel 1491 per volere di Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia. Nel corso dei secoli, il complesso ha svolto una funzione spirituale, educativa e culturale nel territorio, ospitando i frati minori e divenendo un punto di riferimento per la comunità. Dopo un lungo e accurato restauro, la chiesa è stata riaperta nel 2024, ritornando a essere centro di culto, sede di eventi culturali e appuntamenti comunitari.

Oltre agli spazi religiosi, il complesso ospita il Museo della Mezzadria “Sergio Anselmi”, che racconta la vita contadina e le tradizioni agricole locali, illustrando la storia della mezzadria e delle famiglie contadine che hanno vissuto e lavorato nella regione per secoli. Il museo offre una prospettiva unica sul legame tra uomo, terra e cultura materiale, rendendo Le Grazie una tappa fondamentale per comprendere la storia della campagna senigalliese.

Lasciato Le Grazie, l’itinerario si dirige verso l’entroterra, alla frazione di Roncitelli, continuando il viaggio tra colline, storia e tradizioni locali.

 

Tappa 8 – Roncitelli

Roncitelli, documentata fin dall’anno 1000, conserva il Castello di Roncitelli, costruito tra XIII e XIV secolo e legato alla famiglia Mastai, tra cui Papa Pio IX. La frazione offre anche la Chiesa di Santa Liberata, semplice e affascinante, con campanile a cuspide in muratura. L’Associazione Chiave di Cicchino raccoglie e valorizza la storia del borgo degli ultimi cento anni.

Proseguendo verso il mare, l’itinerario raggiunge Scapezzano.

 

Tappa 9 – Scapezzano

Dalla collina di Roncitelli, l’itinerario si dirige verso la frazione di Scapezzano, un antico borgo murato che domina il verde della campagna senigalliese. Posto su un’altura, il paese offre panorami spettacolari sulla costa adriatica e sulle colline circostanti, un tempo fondamentali per il controllo del territorio e oggi perfetti per gli amanti della fotografia e del paesaggio. La vista spazia fino ai monti Catria, Nerone, San Vicino e, nelle giornate limpide, si scorge il Vettore, regalando un colpo d’occhio unico sul panorama marchigiano.

Il borgo conserva ancora parte della cinta muraria medievale, con il suggestivo Torrione e la Torre dell’Orologio, testimoni della storia difensiva e strategica di Scapezzano. Il centro, raccolto e pittoresco, è caratterizzato da stradine acciottolate e case in pietra, che richiamano le antiche origini del villaggio. Al centro si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, un elegante edificio settecentesco a navata unica, le cui pareti custodiscono importanti opere d’arte religiosa.

Scapezzano è anche protagonista della rievocazione storica dell’Assedio di Scapezzano, che celebra la resistenza del borgo nel 1480 contro le pressioni del Duca Giovanni della Rovere, signore di Senigallia. Questa manifestazione annuale unisce storia, tradizione e folklore, coinvolgendo la comunità locale e i visitatori in un viaggio immersivo nel passato.

Nei dintorni del borgo, è possibile fare soste enogastronomiche di grande interesse: la Cantina e Frantoio Mazzola offre degustazioni di vini locali e olio extravergine d’oliva, frutto della tradizione agricola e del rispetto del territorio. Qui si può scoprire la connessione profonda tra storia, terra e cultura enogastronomica, vivendo un’esperienza autentica della vita rurale marchigiana.

Dopo aver ammirato i panorami, le stradine medievali e le eccellenze del territorio, il percorso prosegue verso la frazione di Cesanella, ultima tappa del nostro itinerario, risalendo dolcemente verso il mare.

 

Tappa 10 – Cesanella

Cesanella ospita la moderna Chiesa di San Giuseppe Lavoratore, caratterizzata da un’ampia struttura circolare in cemento a vista e grandi vetrate che illuminano l’interno. L’edificio accoglie i fedeli in uno spazio raccolto e luminoso, con il Battistero e il quadro della Madonna del Rosario come punti focali della comunità.

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